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giovedì 1 febbraio 2024

🖤NASCOSTI NEL BUIO - RACCONTI

 





L'immagine è il link diretto per l'acquisto.
                 Il volume è incluso in Kindle Unlimited 


Autore: Sonia Di Stefano.
Nata ad Atri nel 1984, sono cresciuta in un piccolo paese dell'Abruzzo con l'idea che nulla è impossibile e che i misteri del mondo, che a noi sono ancora sconosciuti, realmente celino segreti in grado di nutrire la nostra fantasia. --Questo testo si riferisce a un'edizione fuori stampa o non disponibile di questo titolo.

Pagine cartaceo: 146
Data pubblicazione: 25 Febbraio 2020



Raccolta di racconti con sfumature dark. Fate, vampiri e fantasmi popolano le pagine di questo libro.

🖤🖤🖤🖤🖤❤️
Recensione

Innanzitutto ci teniamo a ringraziare l'autrice Sonia Di Stefano per averci inviato la copia cartacea de "Nascosti nel buio".
Il libro è, come anticipato, una raccolta di racconti, con sfumature Dark e riferimenti ai classici del gotico - horror.
Un libro che ho letto più e più volte perché, ogni volta, assaporavo un dettaglio nuovo.
La scrittura è molto bella, curata, si passa da racconti horror classici rivisitati in chiave moderna a racconti con personaggi del folklore.

Il primo racconto è, anche dopo rilettura, il mio preferito in assoluto.
Ricorda con me.
Senza entrare nello spoiler (soprattutto trattandosi di racconti brevi), l'autrice è riuscita a creare un'ondata di emozioni, durante la lettura, assolutamente in linea con il racconto.
L'angoscia, la speranza, il dubbio del lettore si mescolano con le pagine e con le sensazioni della protagonista per poi trovare l'apice nel finale. 
Un finale che, ammetto, mi ha piacevolmente travolta. Immaginavo, ma... Credevo, ma... 
Un racconto assolutamente perfetto, per quanto riguarda i miei gusti di lettura e scrittura. 

Proseguendo la lettura, troviamo il racconto Brucia la Luce.
A differenza del racconto precedente, strutturato con elementi urban, qui ci ritroviamo in un fantasy.
Le fate sono le protagoniste, con la loro luce, leggerezza, gioia. Una gioia che viene però intaccata da un secondo personaggio "classico" ossia il vampiro.
Ammetto che, a primo impatto, il connubio fata-vampiro mi ha destabilizzata, dandomi una sensazione del troppo. 
Ma così come è arrivata, la sensazione è svanita lasciando lo spazio alla curiosità.
Come anticipato nella Prefazione, l'autrice ha deciso di inserire dei personaggi del suo primo romanzo "Ricordo di Morte". Scelta assolutamente ben studiata e che ammiro. 
I racconti presenti sono tutti indipendenti, la lettura di "Brucia la Luce" non è vincolata alla lettura del romanzo e stesso discorso vale per Quel brivido sono io (racconto che segue Brucia la Luce) MA la curiosità di andare a recuperare il romanzo nasce in maniera del tutto naturale.
Traspare la sofferenza dei protagonisti per essere stati ingannati, per essere vittime di un destino più grande di loro, si intravede la profondità dei messaggi che, credo e spero, troveranno il loro apice e completezza nel romanzo. 
L'unica scelta che, per gusto puramente personale ma che trova una spiegazione logica e stilistica dell'autrice, non mi ha appagata pienamente è lo svelare, proprio con il terzo racconto, la "salvezza" accennata nel precedente. 
Essendo un'amante del mistero e dei viaggi mentali, avrei preferito magari trovarlo verso la fine del libro, in modo da mantenere alta l'attesa. 
Sia chiaro, non è svelato nulla di compromettente, vi è anche la comparsa del Nulla, un personaggio con delle caratteristiche che voglio assolutamente approfondire e che trovo stimolanti ma la prima caratterizzazione della salvezza, avrei preferito leggerla più avanti.
Bellissimi, per quanto riguarda il Nulla, la scelta dei riferimenti a personaggi realmente esistiti e che, indubbiamente, sono stati una fonte di ispirazione per i racconti.
Uno su tutti, Poe.
Allo stesso tempo, analizzando logicamente la scelta, la curiosità viene ulteriormente accentuata, volendo a tutti i costi scoprire come, se, perché si evolveranno i personaggi.
Una lotta cuore - testa, nata in me, che mi stuzzica.

Giungiamo, in punta di piedi e con un crescendo di aspettative a 
"Non avevo che 20 anni".
Un racconto che descrivere non mi è semplice. Vi sono gli elementi paranormal ma con riferimenti a situazioni, ahinoi, molto attuali. 
Un mettere per iscritto l'angoscia delle vittime, la disperazione di chi rimane.
Ho già detto che la fonte di ispirazione è Poe? 
Ecco, man mano che si prosegue con la lettura, non si può che ammirare quanto l'autrice abbia fatto suoi le strutture classiche dei racconti horror del maestro per eccellenza, avendo però la grande capacità di strutturarli in ambienti moderni o con elementi più contemporanei.

Dopo un susseguirsi di racconti "semi realistici" e altri folkloristici ma con un bagaglio emotivo tangibile, arriviamo ad un racconto "tragi-comico", che personalmente etichetterei con una punta di Black Humor. 
Sto parlando di "La Finale". 
Il racconto non è da intendersi come un cambio di rotta ma una pausa di respiro, necessaria, per riaffrontare la seconda metà della raccolta. 
Ci troviamo in una situazione tipicamente vista in diversi programmi televisivi ma, come è giusto che sia dato il tipo di romanzo, con elementi dark-horror. 

A metà racconto troviamo "L'hai capita?" .
Una storia che, per scelta di comicità dark, può essere vista come secondo respiro alla pari di "La Finale" ma qui abbiamo un lento ridiscendere verso le emozioni sofferte. 
"Una vendetta in punta di mignolo", infatti, è quasi un racconto neutro (fatta accezione per la vita a braccetto con la follia).
Una paziente di un ospedale psichiatrico che si trova, tra le mani, un aiutante molto valido e che scopre che, dopo tutto, pazza non è.
Sembra quasi un riprendere e dare pace al "Corvo". 
Una storia ben strutturata e che serve come rincorsa verso l'abisso.
Meno comico, più angosciante, ma fatto con lentezza e con studio.
Per la serie "Ah, ti ho fatto ridere prima? Bene! Vieni con me, continua a ridere..ridi...ridi...".

Arriviamo così a "Il mio posto nell'abisso", una storia che ripercorre la leggenda di Colapesce alias Nicola di Messina. Qui, le sensazioni, sono di amore tragico-folle. 
Un racconto che, terminato, mi ha lasciato un dolce amaro in bocca e senza respiro, proprio come la protagonista. 
Se uno sta bene a vedere, c'è chi può interpretare il racconto come storia positiva, sinceramente apprezzo molto di più la mia percezione "negativa" perché si parla di Dark. Gotico. Horror. Psicologia. e perché, ammettiamolo, certi amori sono folli e basta.
Se non siete d'accordo, lasciatemi nei miei trip mentali. 
"Questo è il mio posto"

"Fiori gialli al vento" è il penultimo racconto della raccolta.
Una storia triste, di una donna vittima del giudizio altrui che ha scelto la strada peggiore. 
Forte però della sua esperienza, cerca in tutti i modi di lasciare una morale, un messaggio a chi si sente come lei. 
Questa è la vera storia d'amore tragica. 
Per la protagonista non si può che provare compassione, pietà e ci si sente, indipendentemente dal proprio stato emotivo, messaggere delle sue volontà, della sua forza, imparate da lei nel modo peggiore e troppo tardi.


SPOILER
Vedi quei fiori lì? Li ha piantati Antonio quando è tornato.
Sì, sono gialli, proprio come il suo mazzolino.
Diceva che così mi avrebbero fatto compagnia e mi avrebbero sempre ricordato di lui.
Adesso vai, cara, volta le spalle (...)
Che nessuno si permetta mai di possedere il tuo amore, che è soltanto tuo! Non tuo padre, non tua madre, non la morte. VAI.
FINE SPOILER

Mi sono sentita il dovere di copiare la parte del libro. 
Se avete deciso di proseguire e leggere lo spoiler, capirete bene quello che ho cercato di dire in precedenza. 
Nella tragedia, un messaggio di speranza. Una morale che ho sinceramente adorato. Un racconto breve che, soprattutto visti i tempi attuali, merita di essere letto in classe perché in questa tragedia c'è la forza. 

Se a livello di coerenza di genere, il primo racconto, è stato il mio preferito, il racconto Fiori gialli al vento è quello con la morale più bella. 
Segno indiscusso dell'incredibile profondità dell'autrice e delle sue capacità di approcciarsi e giocare con gli stili e le sfumature di narrazione.

Ho già detto come io mi sia assolutamente innamorata di come l'autrice riesca a giocare con le emozioni del lettore? No? 
Ebbene, direi che è il momento di farlo.
Non mi è capitato spesso, MAI con autori italiani recenti del genere, ancor più difficile con racconti brevi ma alla fine del libro ho proprio sentito come racconto dopo racconto, ogni sentimento più oscuro (angoscia, tristezza, cupa comicità, etcetc)  sia stato accarezzato, appagato, "manipolato" in senso positivo . 
Un gioco messo in atto dall'autrice e che trova il suo apice a fine lettura completa. Dopo una pausa e presa di coscienza. 

Concludiamo la raccolta con "Ancora un morso".
Questa volta, Sonia Di Stefano, ci delizia e stupisce con un'ulteriore scelta stilistica.
Il diario.
La lettura, a primo impatto, fa immaginare una serie di eventi per poi essere sorpresi da veri e propri plot twist (in 30 pagine, capite che capacità di scrittura?) che sorprendono e appassionano.
Il lato di me "editing" è stato PIENAMENTE soddisfatta anche dalla cura per le date scelte. 
Non vi è incongruenza ma ricerca e attenzione per i dettagli. 

La raccolta non poteva che terminare con questo racconto. 
La chiusura di un'anteprima delle capacità di scrittura e viaggi tra stili di un'autrice che merita assoluta attenzione e che è, senza voler sembrare "lecchina", promettente. 
Sono veramente rimasta colpita:
- dalla caratterizzazione (indubbiamente e per scelte) accennata dei personaggi ma che cela una capacità di approfondimento e spessore non indifferente;
- dalla capacità di sfruttare, e far entrare in contatto, le emozioni facendo sì che si creasse un vero e proprio filo diretto tra il narratore ed il lettore. La scelta della prima persona facilita in tal senso, ma non è così semplice usarla e, soprattutto, non è così semplice far sorgere al lettore il dubbio su chi fosse la fonte emotiva. Un paio di volte mi sono dovuta fermare e chiedermi "ok, ma sono io che percepisco così o è il narratore che lo percepisce?";
- dal riprendere e dare la sensazione del classico, ma usando termini e ambientazioni moderne. 
Non vi è mai la sensazione dello scopiazzato ma di un far suo un genere, sensazione che nasce solo quando si legge un'autrice capace di scrivere. 

Sono una "rompi scatole" per quanto riguarda il genere Horror, raramente accetto collaborazioni riguardante i racconti brevi dark-horror proprio perché le aspettative sono molto alte e perché, essendo il mio preferito, ho sempre paura di rimanere delusa.
"Nascosti nel buio" in generale e alcuni racconti nel particolare, sono stati una soddisfazione incredibile da leggere. La mia scelta personale, per quanto riguarda i racconti, rimane verso le storie lontane da demoni, fate e vampiri (benché personaggi amati profondamente) semplicemente perché trovo che l'autrice sia talmente brava da poter essere pienamente apprezzata, forse addirittura  maggiormente,  con i racconti privi del supporto dell'immaginario comune.

Consiglio vivamente la lettura di "Nascosti nel Buio" e ringrazio l'autrice per avermi dato modo di apprezzare il suo stile e, finalmente, non rimanere delusa, anzi.

*Il romanzo "Ricordo di Morte (che mi sono annotata e che voglio assolutamente recuperare) è incluso nell'abbonamento K.U.*



“Quelli che sognano ad occhi aperti sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a chi sogna addormentato.”
                                                                   EDGAR ALLAN POE

venerdì 13 gennaio 2023

🤍Reviviscentia

    
    🤍🤍🤍🤍

TITOLO. Reviviscentia

AUTORE. Roberto Soraru

PAGINE. 45

GENERE. Horror 

Racconto Lungo

Due righe sull'autore: 

Roberto Sorarù nasce in provincia di Belluno, nel 1988. Sogna di fare lo scrittore, ma nella realtà lavora nel mondo dell’occhialeria. Esordisce con il primo racconto nell’antologia 365 storie d’amore, di Delos Books. Seguono altre pubblicazioni nelle successive raccolte della serie 365 racconti e Il Magazzino dei Mondi. Nel 2015 viene selezionato per la pubblicazione sulla rivista Robot, attraverso il contest I vagoni di Trainville. Nel 2018 esce il suo primo racconto lungo, Uccidere e morire a Los Angeles, nella collana Delos Passport. Nel 2022, Reviviscentia segna il suo esordio nella narrativa horror.


Ognuno di noi ha dei fantasmi che lo perseguitano. Ma se a lungo andare ti lascerai sopraffare da loro, finirai per diventarne uno tu stesso.


In questo periodo preNatalizio ci siamo focalizzate molto su autori emergenti, molti dei quali ci hanno fornito i loro racconti, brevi o lunghi da leggere.  Questo nello specifico è un horror di quarantacinque pagine. In esse l'autore si esprime a meraviglia, senza refusi ( ho colto una è accentuata che non avrebbe voluto l'accento ma lo perdono 😅), con un linguaggio pulito e scorrevole. Riesce a tessere una trama ricca che ci prepara a un finale quasi cinematografico. Non ho alcun commento per quanto riguarda la scrittura ineccepibile. Apprezzo molto il suo stile che corrisponde perfettamente ai miei parametri. Di questi racconti ho capito che se scritti bene, mi lasciano quel vuoto nel cuore di chi vorrebbe leggere di più. Una parte del mio cervello sapeva che ci stavano avvicinando alla fine, mentre l'altra era convinta di avvicinarsi al vero inizio. Questo credo sia il vero traguardo, lasciare il lettore speranzoso... Non posso dire di aver provato grandi emozioni e questo è il difetto.  Purtroppo in questo caso il numero esiguo di pagine, non ha permesso di approfondire quanto mi avrebbe dato quel quid in più. È tutto perfetto, troppo, la perfezione talvolta può risultare fredda. Se all'inizio ho sentito il calore dell'infanzia del protagonista, i suoi occhi da bambino, così come nel ritorno a casa, ho trovato invece che molte parti potevano essere approfondite. Il rapporto coi familiari doveva suscitare più emozione e sinceramente non è arrivata. Il vecchio aveva un potenziale incredibile, ma la fine della sua avventura non mi ha provocato nulla. È una recensione che non vorrei arrivasse nel modo sbagliato. Non è negativa, tutt'altro. Credo che con cinquanta pagine aggiuntive l'autore avrebbe senza dubbio dato spazio a ciò che avrei voluto. Non ne dubito, credo nelle sue capacità e in questo caso il limite è stato la lunghezza. Per me un libro deve suscitare qualcosa e mi rendo conto che in poche pagine non sia facile . Detto ciò vi invito a dargli un'occasione. Le persone che sanno scrivere non sono poi molte e Roberto è senza dubbio una di queste. Sono entusiasta dell'idea che gli autori stessi ci stiano contattando per mettersi alla prova e ottenere la nostra opinione. Vogliamo dare voce agli emergenti italiani ed è un piacere avere a che fare con chi merita. Vi invito quindi a recuperare i suoi scritti. 

🤍Sorex.


Per la recensione di Erin —> Reviviscentia- Erin  


🖤Reviviscentia



 Autore: Roberto Sorarù
Numero Pagine: 45 pagine
Data pubblicazione: 20 Settembre 2022
Editore: Delos Digital


Horror - racconto lungo (45 pagine) - Due uomini nella notte di Halloween alle prese con un folle rituale.

Ben si è lasciato alle spalle i fantasmi dell’infanzia. Ma una inaspettata telefonata cambia tutto. Un vecchio amico ricompare nella sua vita, rievocando gli oscuri segreti di una notte di Halloween di vent’anni prima. L’uomo gli chiede aiuto perché vuole riportare in vita sua figlia.

🖤🖤🖤/🖤🖤🖤🖤

No, non sono impazzita con i cuori.
E' una sorta di doppia valutazione.

In questo periodo di "pausa" non ci siamo fermate affatto.
Ci siamo concentrate sulle collaborazioni e abbiamo avuto modo di ampliare il nostro bagaglio.

Ma adesso parliamo di Revivescentia.

Revivescentia è un bel esempio di racconto lungo.
La scrittura pulita e scorrevole, le scelte stilistiche sono veramente ma veramente curate.
Oserei quasi dire perfette.
Rimango sempre affascinata quando, leggendo un racconto lungo, sento di non aver particolari buchi di trama. Sento la completezza anche se in poche pagine.

Revivescentia è proprio questo. Completo, perfetto nello stile.

Un horror vecchia scuola:
- si inizia con un episodio del passato per poi volare a 20 anni dopo.
- ambientazioni anglosassoni. 
- racconti in prima persona
- personaggi coerenti e credibili.
- morale (sì, ditemi quello che volete, ma gli horror hanno anche loro dei messaggi).

L'autore voleva riportare i classici in un racconto lungo, scritto in maniera sublime, toccando anche temi delicati.
I comportamenti di "pancia" portano delle conseguenze. 
I pensieri vanno pesati ma le parole e azioni ancora di più.
La vita sa essere crudele ma bisogna trovare la forza di andare avanti per non venire distrutti dal peso che ci portiamo nel cuore.

Una chicca che si legge in una sera.

Ma allora perché quel voto strano?
Per un appunto personale.
Io amo i classici horror.
Sono tra i miei primi libri "da grande" quando ho abbandonato la catena del Battello a Vapore imposta a scuola e iniziato a scegliere personalmente cosa leggere.
Li amo tantissimo, follemente e Revivescentia l'ho amato tantissimo. 
Non scherzo.
Ho respirato il classico però, forse, l'ho trovato troppo classico e "rigido".
Mi spiego meglio.
Nella sua perfezione e coerenza, è venuto un po' meno il fattore emozione.
Si respirava un po' nella parte dell'infanzia ma è venuta meno nella parte "contemporanea".
Segue linee già note, non ci sono grossi colpi di scena e ripeto, assolutamente in linea con le volontà dello scrittore ma... 
avete presente quando dite: "Mannaggia, bastava quel pizzico in più?" 
Ecco.


Da umile lettrice prima, e da amante degli horror poi, non posso far altro che complimentarmi con l'autore e ri-sottolineare tutte le grandi qualità del racconto lungo proposto.

Credo fermamente che abbia tutte le capacità per uscire dalla zona "racconto lungo" e non vedo l'ora di leggere qualche suo altro scritto più "corposo".

Piccolo appunto personale aggiuntivo.
Lo sapete, io ADORO leggere tutto il libro, dalla prima pagina all'ultima.
Pre - Post- Dediche.. insomma tutto.

La chicca biblica ad inizio racconto è quella ciliegina sulla torta che no, non era indispensabile, ma ha dato subito una bella atmosfera.

Note sull'Autore:
Roberto Sorarù nasce in provincia di Belluno, nel 1988. Sogna di fare lo scrittore, ma nella realtà lavora nel mondo dell’occhialeria.
Esordisce con il primo racconto nell’antologia 365 storie d’amore, di Delos Books. Seguono altre pubblicazioni nelle successive raccolte della serie 365 racconti e Il Magazzino dei Mondi.
Nel 2015 viene selezionato per la pubblicazione sulla rivista Robot, attraverso il contest I vagoni di Trainville.
Nel 2018 esce il suo primo racconto lungo, Uccidere e morire a Los Angeles, nella collana Delos Passport. Nel 2022, Reviviscentia segna il suo esordio nella narrativa horror.

🖤Erin

Per la recensione di Sorex—> Reviviscentia - Sorex 

venerdì 1 aprile 2022

🖤 L'incubo di Biancaneve: la città dei mercenari

 

Autore: Scarlet Danae
Numero pagine: 187
Data pubblicazione: 15 Marzo 2018
Editore: Independently published


VOLUME 1 DELLA SAGA: L'INCUBO DI BIANCANEVE (5 Libri)

Trama:
Una ragazza sfortunata. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?
"Specchio, specchio delle mie brame,
o servo, come vi pare,
chi è la più forte del reame?"

🖤🖤🖤 1/2🖤
Che dire, una Biancaneve alternativa, ma che più alternativa non si può.
La protagonista, Bianca, è una tossica, ha un passato violento e tormentato ed un presente che continua sulla stessa linea, improvvisamente viene catapulta in un mondo parallelo.
Il mondo parallelo, che all'inizio ci sembrava tanto lontano, in realtà è molto simile sotto certi aspetti al nostro presente.
Lo steampunk lo si respira in ogni pagina e, personalmente, adoro il genere quindi l'ho molto apprezzato.
Indubbiamente non mi aspettavo nulla di quello che ho letto.
Una Biancaneve alternativa, gli "elementi" delle fiabe ci sono, ma sono usati in maniera comunque nuova.
L'autrice, infatti, parla di un retelling delle OSCURE fiabe dei Grimm, non della principessa Disney.
E' indubbiamente un fantasy sperimentale, molto dark fantasy con sfumature horror.

All'inizio il libro è un pochino lento, ma si riprende man mano che si va avanti con la lettura.
Ho notato alcuni errori di ortografia e non lo trovo scritto benissimo, a mio gusto però la scrittrice ha un ottimo potenziale. 
Insomma, sembra il "primo libro", una mancanza di manualità non di capacità.
Il linguaggio è a tratti volgare.
La cosa, personalmente, non mi disturba minimamente.
Credo che dia indubbiamente uno spessore al personaggio, che è comunque molto moderno.
Forse però, in alcuni punti, l'ho trovato troppo pieno di parolacce ed il troppo a tratti mi ha stufato.

Bianca è impertinente, volgare, maleducata, sfrontata.
Un personaggio che indubbiamente non si vede spesso e l'ho adorato.
Mi sono piaciuti anche i temi trattati: la droga, gli abusi e come il tutto ha influenzato Bianca.
Le ambientazioni e gli elementi steampunk (quasi medieval-punk) sono veramente un bel tocco e ci sono anche le illustrazioni.

Ho messo 3 cuori perché sospendo il giudizio in attesa di leggere il seguito.
Non l'ho trovato brutto, anzi, però ho bisogno di andare avanti con la lettura per un giudizio più completo.

Secondo volume della saga, letto e recensito qui --> L'incubo di Biancaneve - Le mura di vetro

🖤
Erin

venerdì 25 febbraio 2022

🖤I demoni di Wakenhyrst

                   

                                          
Autore: Michelle Paver
Numero pagine: 304
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 29 Ottobre 2020
Traduzione:Francesca Fosi - Alessandra Repossi

                                  🖤🖤🖤


Trama:
A Wakenhyrst, sorge Wake’s End, un maniero dai tetti dissestati spruzzati di licheni arancioni e dalle finestre che si fanno a stento largo tra l’edera.

Un posto fuori dal tempo, reso ancora più tale dalla Palude di Guthlaf, la landa selvaggia e intrisa d’acqua che circonda la tenuta.

A Wake’s End, un tempo, vivevano Edmund Stearne, ricco proprietario terriero e stimato storico, e sua figlia Maude. Ma nel 1913 la sedicenne Maud Stearne vide il padre scendere i gradini con un punteruolo da ghiaccio e un martello da geologo e massacrare la prima persona che gli capitò a tiro nel modo più assurdo e raccapricciante. Internato in un manicomio, Edmund Stearne dedicò il resto della sua vita alla realizzazione di tre sbalorditivi dipinti. Opere che paiono uscite da un incubo: grottesche, macabre, malvagie… Opere che celano la chiave dell’omicidio? Nel 1965, per rispondere a questa domanda, la storica dell’arte Robin Hunter decide di contattare e interrogare l’ormai anziana Maude. La ricerca della risposta, tuttavia, trascina con sé altre domande. I fatti del 1913 hanno forse a che fare con il rinvenimento del dipinto medievale chiamato l’Apocalisse?
I diavoli raffigurati nella pala… sono loro la causa dell'improvvisa perdita di senno dell’irreprensibile e stimato storico? O a farlo precipitare nel baratro della follia sono stati invece i demoni del suo passato?




Questo libro mi ha scatenato sentimenti contrastanti.
Durante la lettura, non vedevo l'ora di finirlo per chiuderlo definitivamente e metterlo a riposare in libreria. 
Non voglia di scoprire il finale, ma proprio voglia di finire il libro.
Tutto fino a circa una sessantina di pagine dal finale, dove il ritmo cambia completamente, da un passo lento, affannato, mi sono ritrovata a correre, a cercare di tenere il passo e la voglia di finire il libro è cambiato in "come va a finire?"

Lo stesso genere non è ben definito.
E' un paranormal? No.
E' un thriller? Si e No.
E' un Romance? La storia d'amore c'è, ma non è il punto fondamentale.
E' storico? I fatti narrati sono tratti da eventi realmente accaduti, modificati, e la società indiscutibilmente rispecchia un ben preciso periodo storico.
E' un gothic? Si, gli ambienti ci sono, l'atmosfera anche.. ma c'è anche di più.
Una miscela di generi, indiscutibilmente, ben amalgamati che si fondono in una storia ricca di psicologia, denuncia sociale, religione, misticismo.

La narrazione alterna la terza persona a scritti di un diario.
Ecco, forse questo è stato un po' il punto dolente per la mia lettura.
Una storia ricca, bella, emozionante forse troppo rallentata dalla ridondanza di pathos dell'arte dello scriverla:
le emozioni, le atmosfere erano già magistralmente descritte e sottolineate nella trama in sè, lo stile di scrittura mi ha portato quasi alla ripetizione emotiva. Insomma, forse il mio problema con questo libro è stata la sensazione del troppo.
L'alternanza dei diari con la terza persona ha un senso, i diari sono fondamentali, ma la composizione e l'alternanza impostata dall'autrice stessa ha portato ad una sorta di pesantezza generale e ad un ritmo lento di lettura, iniziale.
Ho faticato ad arrivare a quelle 60 pagine prima della fine e non per la trama.

I personaggi presenti sono pochi, ben strutturati e sicuramente non lasciati al caso.
Ognuno ha una sua importanza, non sono semplici comparse, ma sfondo importante della trama stessa.
Maud entra, per quanto mi riguarda, tra i miei personaggi letterari preferiti.
Una ragazza, vittima di pregiudizi dettati dalla società, determinata, caparbia con un rapporto molto particolare con il padre-padrone.
Non si può, durante la lettura, non simpatizzare e, per diversi motivi, immedesimarsi in lei almeno una volta.
Un personaggio femminile che spicca in mezzo alle altre figure femminili presenti,ma sottovalutata più e più volte. La non comune, il diamante trattato e visto come un carbone qualunque, in mezzo a carboni visti come diamanti.
La vostra rabbia, diventa la sua rabbia.
Il vostro amore diventa il suo amore.
Le emozioni del lettore, durante la lettura, si manifestano e prendono forma grazie a lei.

Se dovessi basarmi unicamente sulla storia, la trama, le descrizioni, le ambientazioni, questo libro avrebbe un quattro pieno, senza esitazione.
La scelta di scrittura mi porta però a dover abbassare il giudizio generale, riducendolo ad un tre.
Un giudizio che però non mi sento di affermare come definitivo.
In un altro momento,
in un'altra situazione, 
in un'altra realtà,
riprenderò in mano questo libro
e chissà, magari l'intoppo di scrittura si affermerà come un qualcosa di mio e non effettivo.

Me lo merito io,
se lo merita il libro 
e senza ombra di dubbio, se la merita la vita di Maud.


🖤
Erin

🤍Poker di Jolly

🖤 Dark Fantasy 🖤 Romance MM 🖤 Strangers to Lovers 🖤 Age Gap 🖤 Forbidden Romance 🖤 Kinky Autore: Ella Norine Data di pubblic...